Andrea QuartaNews

Andrea Quarta «Maradona del biliardo»

E’ cresciuto a pane e stecca, tra filotti, effetti ad andare o a tenere, pallini, colpi a più sponde. Con premesse del genere e, soprattutto, l’abile guida di un maestro come Nestor Gomez, il suo destino era segnato. E’ così che Andrea Quarta, ventottenne nato a Nardò (Lecce) e trapiantato alle porte di Torino, è diventato il più grande talento del biliardo internazionale. Nel mese di dicembre 2017 ha vinto l’ennesimo trofeo – il Gran Premio Saint-Vincent di Goriziana – che va a mescolarsi alle altre coppe in una bacheca impressionante per un trentenne che domina un circuito di 40-50enni.

Nel 2010 ha cannibalizzato il settore dei nove birilli (oltre 35.000 tesserati a livello nazionale) portando a casa il titolo europeo e quello italiano. Oltre al Gran Premio Saint-Vincent, considerato un pò come il torneo di Wimbledon nel tennis o il Tour de France nel ciclismo. In finale ha annichilito Giuseppe Caruso: 2-0 e partita mai discussione. Solo il campionato del mondo gli è sfuggito, a causa di un fastidioso mal di schiena dopo il lungo viaggio aereo fino in Argentina.

“Il prossimo anno – spiega – prenoto un volo di prima classe e me la gioco con tutti”. Nato il 9 giugno 1982, ha trascorso l’infanzia nella sala da biliardo del padre nella provincia leccese. Niente biciclette o palloni per il piccolo Andrea, ma stecche, palline in resina e gessetti. “Al posto di studiare, giocavo a biliardo” ammette.
Sin dai primi colpi sul tavolo verde il genitore ha intuito che aveva il braccio giusto e a 12 anni lo ha spedito a Pompei nella scuola di Nestor Gomez, il campionissimo argentino. In breve tempo il tocco si è ammorbidito, la strategia si è perfezionata, la forza mentale si è consolidata.

“Avevo delle qualità – confida – ma soprattutto tanta passione. Il biliardo era ed è la mia vita”. Il passo successivo è stato il trasferimento a Bardonecchia, a pochi chilometri da Torino. Lassù, ai piedi delle Alpi, è arrivata la definitiva maturazione che ha trasformato una speranza in una vera e propria ‘macchina da guerrà del panno verde. Per la precocità Andrea Quarta è stato soprannominato il “Maradona” del biliardo. Ma lui ci ride sopra e non si spaventa davanti ad un paragone così impegnativo.

Ogni anno disputa circa 60 tornei in tutta Italia, vincendone almeno la metà, “ma – svela – spero di alzare ancora la percentuale”. Con questi successi e l’appoggio degli sponsor può mantenersi da professionista. Tre ore di allenamento al giorno, e poi ciclismo e trekking, qualche seduta di yoga. “In questo gioco si vince e si perde – conclude – ma il più bravo esce sempre alla distanza”.

Articolo estratto da La Gazzetta del Mezzogiorno

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button
Close
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker